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Legge accessibilità: il suo sito è coinvolto?

Sette domande per la valutazione giuridica, una vera scansione del sito per lo stato tecnico, e alla fine sa dove si trova e cosa fare. Niente teatrino dei questionari, niente allarmismo.

Passo 1 di 8

13 %

Cosa offre la sua azienda?

La legge elenca espressamente determinate categorie di servizi. La sua selezione è l'indizio più importante.

Il test fornisce una prima valutazione senza impegno basata sulle sue risposte e su una verifica automatizzata, non una consulenza legale. In caso di dubbio faccia verificare la valutazione da un avvocato.

La legge sull'accessibilità, spiegata in due minuti

L'European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882) rende obbligatoria l'accessibilità digitale per il settore privato. In Italia si applica dal 28 giugno 2025 tramite il d.lgs. 82/2022.

La direttiva europea è recepita nel diritto nazionale di ogni Stato membro, in Italia con il decreto legislativo 82/2022, che affianca la storica Legge Stanca. L'idea: i prodotti e i servizi che i consumatori usano ogni giorno devono essere accessibili alle persone con disabilità come a tutti gli altri. Per i siti web significa: chi offre servizi online ai consumatori o fa concludere contratti deve rendere accessibile il proprio sito, tecnicamente secondo la norma EN 301 549, che include il livello AA delle WCAG 2.1.

La novità è il destinatario: per anni l'accessibilità è stata un tema per la pubblica amministrazione. La legge coinvolge il settore privato, dal negozio online alla banca alla piattaforma di prenotazione. E porta con sé l'applicazione: le autorità di vigilanza possono chiedere prove e ordinare misure, e in Italia le sanzioni possono arrivare fino al 5% del fatturato annuo.

La buona notizia: chi conosce il proprio stato può agire con metodo invece che nel panico. Questo test è costruito esattamente per questo. Combina la domanda di applicabilità («la legge vale per me?») con un vero audit tecnico del suo sito («quanto sono lontano dalla conformità?»).

In vigore dal 28 giugno 2025Sanzioni fino al 5% del fatturatoBase tecnica: EN 301 549 / WCAG 2.1 AA

Queste offerte sono coinvolte per prime

La legge elenca espressamente categorie di servizi. Le più importanti per chi gestisce un sito:

  • Negozi online & e-commerce

    L'area coinvolta più grande: chi vende online prodotti o servizi ai consumatori fa commercio elettronico ai sensi della legge, indipendentemente dal settore della merce.

  • Banche & servizi di pagamento

    Apertura di conti, online banking, richieste di credito, servizi di pagamento: i servizi bancari per i consumatori rientrano tra le categorie espressamente citate.

  • Telecomunicazioni & messaggistica

    I servizi di telefonia, internet e messaggistica ricadono sotto la legge, compresi i siti e le app con cui i consumatori concludono e gestiscono contratti.

  • E-book & media digitali

    Gli e-book e il software per usarli sono una categoria a sé. Sono coinvolti editori, negozi e piattaforme che li distribuiscono ai consumatori.

  • Biglietti, viaggi & trasporto passeggeri

    Piattaforme di prenotazione, biglietterie e servizi digitali del trasporto passeggeri, dall'app ferroviaria al biglietto per eventi.

  • Casi limite & altri servizi

    Non essere citati espressamente non significa essere esenti: appena i consumatori possono concludere online, può esserci commercio elettronico. Il test chiarisce esattamente questi casi limite.

Esenzioni e scadenze, senza illusioni

Due disposizioni vengono regolarmente sopravvalutate. Ecco come sono scritte davvero:

L'esenzione per le microimprese

Sono esenti i servizi di imprese con meno di 10 dipendenti e al massimo 2 milioni di euro di fatturato annuo. Entrambe le condizioni devono valere contemporaneamente. L'esenzione non vale per i prodotti. Chi è appena sopra una soglia o sta crescendo non dovrebbe farci affidamento.

Periodi transitori al massimo fino al 2030

Per determinati servizi e contratti esistenti ci sono regole transitorie di portata stretta, ma nessuna amnistia generale. Le offerte nuove o modificate in modo sostanziale devono essere accessibili dal 28 giugno 2025. Se un periodo transitorio si applica, deve deciderlo un avvocato.

Cosa richiede concretamente la legge al suo sito

Quattro obblighi che vanno insieme. L'accessibilità è più di una homepage conforme.

Sito e app accessibili

Percepibile, utilizzabile, comprensibile, robusto. Tecnicamente definito dalla EN 301 549, che include il livello AA delle WCAG 2.1. Riguarda contrasti, testi alternativi, uso da tastiera, moduli e struttura.

Dichiarazione di accessibilità

Una dichiarazione pubblica e aggiornata che documenta lo stato reale: cosa è accessibile, cosa no, e a chi i visitatori possono segnalare le barriere.

Processi accessibili

Non solo la homepage: l'intero percorso dal prodotto al contratto deve funzionare in modo accessibile, quindi carrello, moduli, pagamento e conferma.

Prove per le autorità di vigilanza

Le autorità di vigilanza del mercato possono chiedere prove, ordinare misure e imporre sanzioni. Chi verifica e corregge documentando è preparato.

Sei errori che possono costare cari

Le valutazioni sbagliate più frequenti sulla legge, e cosa è vero invece.

  1. 1

    «Riguarda solo la pubblica amministrazione»

    Falso dal 28 giugno 2025. L'obbligo per gli enti pubblici esiste da anni (Legge Stanca). La nuova legge lo estende al settore privato: negozi online, banche, telecomunicazioni, e-book, biglietterie. Chi offre servizi digitali ai consumatori, nel dubbio, è dentro.

  2. 2

    «Sono piccolo, non mi riguarda»

    L'esenzione per le microimprese vale solo se entrambe le soglie sono rispettate: meno di 10 dipendenti e al massimo 2 milioni di euro di fatturato annuo. E vale solo per i servizi, non per i prodotti. Uno shop con 12 dipendenti è dentro, uno shop con 3 milioni di fatturato pure.

  3. 3

    «Un widget di accessibilità mi rende conforme»

    No, e lo diciamo da fornitori di un widget del genere. Gli overlay offrono funzioni di comfort ai visitatori, ma non riparano il codice difettoso. La conformità alla EN 301 549 nasce solo dalla correzione del codice sorgente.

  4. 4

    «Il B2B è sempre esente»

    La legge protegge i consumatori, ma il confine passa per l'offerta reale, non per il cliente desiderato. Appena anche i privati possono ordinare o prenotare, c'è attività verso i consumatori. Un avviso «ci rivolgiamo solo alle aziende» da solo non basta.

  5. 5

    «Verificare una volta basta»

    I siti cambiano a ogni rilascio, e con loro lo stato di conformità. Chi verifica una volta e mai più documenta solo uno stato storico. Verifiche regolari (e una dichiarazione aggiornata) fanno parte del programma obbligatorio.

  6. 6

    «Aspetto che qualcuno si lamenti»

    Strategia rischiosa: le violazioni sono misurabili dall'esterno, le autorità possono ordinare misure fino al divieto, e le sanzioni arrivano fino al 5% del fatturato annuo. Iniziare presto costa meno che reagire tardi.

Come funziona il test

Altri test fanno tre domande e poi le vendono una telefonata commerciale. Il nostro verifica davvero il suo sito.

  1. 1

    Sette domande

    Settore, clientela, conclusione online, dimensioni e fatturato. Ne nasce la sua valutazione di applicabilità senza impegno, con motivazione.

  2. 2

    Una vera scansione del sito

    Verifichiamo fino a 10 pagine su desktop e smartphone contro i criteri WCAG 2.2 verificabili automaticamente, niente teatrino dei questionari.

  3. 3

    Quadro di rischio invece di panico

    Valutazione più stato tecnico danno un quadro complessivo onesto: punteggio, violazioni e cosa è davvero urgente.

  4. 4

    Piano d'azione

    Tre prossimi passi concreti: correggere le violazioni, pubblicare la dichiarazione, restare aggiornati automaticamente. Con report via e-mail.

Avviso legale importante

Questo test fornisce una prima valutazione senza impegno basata sulle sue risposte e su una verifica automatizzata. Non costituisce consulenza legale e non la sostituisce. Le verifiche automatizzate rilevano una parte rilevante dei criteri WCAG, ma non tutti. Una valutazione completa richiede in aggiunta una revisione manuale.

Se e come la legge si applica alla sua offerta nel caso concreto, soprattutto nei casi limite, con l'esenzione per le microimprese e i periodi transitori, lo chiarisce in modo vincolante solo una verifica legale.

accessibility-check.ai non si assume alcuna responsabilità per la completezza, correttezza o validità giuridica della valutazione né per danni derivanti dal suo uso.

Domande frequenti sulla legge

Cos'è l'European Accessibility Act?

L'European Accessibility Act (EAA, direttiva (UE) 2019/882) obbliga le aziende a offrire determinati prodotti e servizi in modo accessibile ai consumatori, compresi siti e app del commercio elettronico. Si applica dal 28 giugno 2025 tramite il diritto nazionale di ogni Stato membro, in Italia con il d.lgs. 82/2022.

Quali siti sono coinvolti?

I siti attraverso cui i consumatori usano servizi o concludono contratti, soprattutto negozi online, portali bancari, servizi di telecomunicazione, offerte di e-book e piattaforme di prenotazione e biglietteria. Decisivo è il commercio elettronico con i consumatori, non il settore da solo.

La legge vale anche per i siti B2B?

Le offerte puramente B2B di norma non sono coperte direttamente, perché la legge protegge i consumatori. Ma attenzione: decisivo è chi può davvero ordinare o prenotare, non chi desidera come cliente. Se anche i privati possono concludere, c'è attività verso i consumatori.

Sono esente come microimpresa?

I servizi delle microimprese (meno di 10 dipendenti e al massimo 2 milioni di euro di fatturato annuo, entrambe le condizioni insieme) sono esenti. L'esenzione non vale per i prodotti. Se si applica nel caso concreto dovrebbe chiarirlo un avvocato.

Cosa deve soddisfare concretamente il mio sito?

Conformità tecnica alla EN 301 549, che per il web include il livello AA delle WCAG 2.1: contrasti sufficienti, testi alternativi, uso da tastiera, moduli comprensibili, struttura pulita. A ciò si aggiungono una dichiarazione di accessibilità pubblica e un percorso accessibile fino al contratto.

Cosa si rischia in caso di violazioni?

Le autorità possono chiedere prove, ordinare correzioni e nei casi gravi vietare il servizio. In Italia le sanzioni possono arrivare fino al 5% del fatturato annuo. A ciò si aggiunge il rischio civilistico da parte di concorrenti e associazioni.

Ci sono periodi transitori?

Per determinati servizi e contratti esistenti la legge prevede regole transitorie che arrivano al massimo fino al 2030. Sono però di portata stretta, nessuna amnistia generale. Le offerte nuove devono essere accessibili dal 28 giugno 2025. Non si affidi a un periodo transitorio senza averlo fatto verificare legalmente.

Basta un widget o un overlay di accessibilità?

No. Un widget può offrire funzioni di comfort come la regolazione di contrasto e carattere, ma non ripara il codice difettoso e non rende conforme nessun sito, qualunque cosa promettano certi fornitori. La conformità nasce dalla correzione del codice.

Che rapporto c'è tra EAA, d.lgs. 82/2022 e Legge Stanca?

L'EAA è la direttiva europea, ogni Stato membro la recepisce nel diritto nazionale, in Italia con il d.lgs. 82/2022. La Legge Stanca (4/2004) resta la base storica per l'accessibilità, soprattutto nel settore pubblico e per i grandi operatori. Tutte condividono la stessa base tecnica (EN 301 549). Chi vende in tutta Europa deve rispettare i recepimenti nazionali dei mercati di destinazione.

Questo test è una consulenza legale?

No. Il test fornisce una prima valutazione senza impegno basata sulle sue risposte più una verifica tecnica automatizzata del suo sito. Non sostituisce la consulenza di un avvocato. Soprattutto per casi limite, esenzioni e periodi transitori faccia verificare la valutazione legalmente.

Sette domande, una scansione, e sa dove si trova

Gratis, senza impegno, con un vero risultato di audit invece di una telefonata commerciale.

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